In molte pagine di questo sito ci sono link che rimandano a prodotti venduti su Amazon, perché nonostante tutto è in assoluto il sito più usato per gli acquisti online da noi italiani,
MA c’è un grave problema: Amazon paga tasse troppo basse.
Attenzione: Amazon le tasse le paga tutte, ma grazie all’astuzia dei suoi commercialisti paga un’inezia rispetto ai suoi guadagni stratosferici.
Addirittura per il 2020 in Europa non solo è riuscita a NON pagare le tasse sugli utili, visto che ha fatto molti investimenti e ha dichiarato 1,2 miliardi di perdite, ma ha pure ottenuto 56 milioni di euro di crediti d’imposta che potranno essere utilizzati per compensare tasse su eventuali futuri profitti.
E questo nell’anno del lockdown in cui ci hanno rinchiusi a casa e potevamo comprare solo online: difatti nel 2020 Amazon in Europa ha dichiarato 44 miliardi di euro di ricavi, 12 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Applauso ai commercialisti Amazon.
E a maggio 2021 è uscita la notizia che il tribunale UE ha dato ragione ad Amazon: non dovrà pagare 250 milioni di euro di tasse arretrate chieste dalla commissione europea. Da notare che lo stato del Lussemburgo aveva fatto ricorso assieme ad Amazon per difendere il loro accordo privilegiato sulle tasse da pagare in Lussemburgo. Il commissario europeo Paolo Gentiloni pare abbia commentato che “i giganti del web pagano meno di un negozio”.
Questa furbizia nel saper sfruttare al meglio le falle della tassazione in Europa, oltre al non portare il giusto contributo alla spesa sociale nelle casse degli stati, genera di rimando un secondo grave problema: Amazon sta uccidendo progressivamente troppi negozi indipendenti che non riescono a reggere questa concorrenza impossibile, spopolando le vie delle nostre città. I nostri negozianti sono sfiniti dalla burocrazia e massacrati da tasse spropositate, mentre Amazon può permettersi di pagare i professionisti migliori del mondo per trovare tutti i trucchi possibili (tutti legali) per pagare poco all’estero.
Sono entrambi problemi gravi, con pesantissime conseguenze sulle nostre vite, ma a cui ovviamente non pensiamo mai quando clicchiamo allegramente sul tasto “compra” presi dal nostro shopping compulsivo.
Ciò su cui voglio riflettere in questa pagina è: ma le tasse di Amazon sono davvero un nostro problema? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo non comprare più nulla da Amazon?
N.B. qui nomino sempre Amazon perché questo è un sito con guide all’acquisto online e Amazon è il principale online store al mondo, ma lo stesso discorso vale esattamente uguale per tutte le altre grandi società del web (Google, Microsoft, Netflix, Facebook, ecc.) e altri grandi shopping online (anche tutti i grandi colossi cinesi, tipo Alibaba e simili). Quindi vale anche la domanda: dovrei non comprare più nulla da Microsoft? Rinunciare ad Office? Disinstallare Windows? Dovrei annullare il mio abbonamento Netflix?
La risposta pare ovvia: no.
L’istinto ci dice chiaramente che non lo vogliamo fare: perché dovrei rinunciare a tutte queste cose che mi piacciono?
Rimane però il problema morale, etico, sociale, e le ripercussioni sulle nostre città: a me non piace immaginare le vie delle nostre città costellate di negozi chiusi e vedere in giro solo i fattorini che consegnano pacchi a domicilio.
Quindi?
Quindi parliamone.
Chiariamo bene un punto importante:
Amazon NON fa nulla di illegale
Amazon è bravissima ad usare a proprio vantaggio le permissive regole americane e le debolezze dei regolamenti europei, in modo da pagare le tasse più basse possibili. Non fa nulla di diverso dai tanti italiani che vanno dal proprio commercialista chiedendo come pagare meno tasse senza infrangere le regole, solo che lo fa molto meglio.
Senza entrare troppo nei dettagli dei complicati sistemi fiscali (se sei interessato basta cercare “Amazon tasse” su Google e trovi moltissimi articoli seri che ne parlano meglio di come potrei fare io) focalizziamoci sul punto centrale della questione: Amazon negli ultimi anni ha realizzato profitti di miliardi di dollari pagando tasse tra l’8 e il 13% (assurdo che non si possa nemmeno dire quanto di preciso perché non vengono dettagliati i guadagni divisi per paese), il tutto in modi perfettamente legali, senza infrangere nessuna legge in nessuna parte del mondo.
Ora, io pago tasse molto più alte del 8-13% su quanto guadagno, e tu pure. E quando leggo che Amazon paga così poco a fronte di guadagni così alti (astronomici in confronto a quelli di noi poveri mortali) mi si aggroviglia lo stomaco, mi ci sento male.
E questo era prima del disastro generato dalla mala gestione del coronavirus: grazie alle maldestre scelte su come gestire la pandemia in aggiunta alla beffa sulla ingiusta distribuzione delle tasse (percentualmente noi poveri paghiamo uno sproposito e la grande Amazon paga una sciocchezza) si è aggiunta l’assurda situazione che grazie alle discutibilissime (e inefficaci) norme di controllo dell’epidemia tantissimi italiani sono ridotti sul lastrico mentre i grandi store di shopping online hanno fatto affari d’oro. I poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. E noi ceto medio massacrati in ogni modo.
A te sta bene così?! … non ci voglio credere …
Però la verità è difficile da accettare: se c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo, e chiaramente c’è, Amazon non ha colpe, perché i veri colpevoli siamo noi.
Ripetiamolo che fa bene:
i veri colpevoli siamo noi
noi che accettiamo passivamente
l’operato dei nostri governi
noi che accettiamo supinamente
queste leggi permissive
Riprendiamo un punto importante: non solo Amazon non infrange nessuna legge, ma realizza profitti facendo felici i suoi clienti. Offre a tutti il grande sogno consumistico: compra, compra oggetti, così sarai felice. E noi compriamo felici, senza che nessuno ci costringa a farlo: noi facciamo guadagnare Amazon perché noi vogliamo avere gli oggetti che vende.
Appurato che la soluzione di noi consumatori non può essere smettere di comprare da Amazon, a mio avviso la cosa da fare è un’altra, ed è molto più difficile che puntare il dito verso Amazon che paga poche tasse: siamo noi a dover esigere dai nostri governi un sistema migliore (un sistema fiscale, sociale, legislativo), un sistema più equo, più ragionevole, in cui ognuno paghi il giusto, mantenendo il difficile equilibrio tra il non tassare troppo poco i più ricchi e il non tassarli troppo (perché anche questo è sbagliato). Il giusto, per tutti.
Noi dobbiamo impegnarci a diventare cittadini più seri e responsabili, dobbiamo amare di più il nostro paese, avere più rispetto di noi stessi, rifiutare l’operato indegno dei nostri attuali governanti, protestare seriamente contro tutte le storture del sistema attuale. Non dobbiamo andare dal nostro commercialista a chiedere come si fa a pagare meno tasse, ma impegnarci a costruire una società migliore dove tutti contribuiscano onestamente alle spese comuni e chi deve amministrare i beni comuni della nazione non si deve permettere di rubare e malversare impunemente.
Siamo noi a dover cambiare, non Amazon.
Pensaci.
Parlane con i tuoi amici.
Il primo passo per risolvere un problema è essere consapevoli del problema.
E quando abbastanza persone ne saranno consapevoli il passo successivo è che i nostri politici implementino un sistema più equo dove Amazon & compagni di merende paghino le giuste tasse, non meno di noi comuni mortali.
Le grandi aziende non devono essere stroncate da tasse e imposte eccessive, perché questo ucciderebbe il commercio, ma parimenti non devono avere privilegi ingiusti rispetto ai cittadini normali.
Vedi anche la mia guida all’acquisto su Amazon, e in particolare:
- gli errori di prezzo su Amazon (e altri siti)
- le truffe su Amazon
- le recensioni false su Amazon
- i venditori terzi su Amazon, garanzie e affidabilità
- il plugin Keepa per tracciare i prezzi storici
- guida completa al Black Friday su Amazon
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