Amazon ERA uno dei siti di shopping online più affidabili al mondo, e uno dei tanti problemi che nel tempo ha contribuito al progressivo declino dell’affidabilità di Amazon è stato quello delle recensioni false: ci sono venditori terzi disonesti che per promuovere meglio i loro prodotti sono disposti a pagare per avere false recensioni a 5 stelle.
E oltre queste recensioni palesemente false e truffaldine si trovano anche recensioni “non proprio disinteressate”, quindi non oggettive, fatte da recensori professionisti il cui interesse principale è quello di scalare la classifica dei migliori recensori, per avere potere contrattuale con le aziende e ricevere prodotti (anche di notevole valore) in omaggio.
La questione è ampia e articolata, ma in sintesi:
non ti fidare ciecamente di tutte le recensioni che trovi su Amazon
Tutti i siti su cui compaiono recensioni sono affetti dal problema delle recensioni false, e c’è da dire che almeno su Amazon è più difficile piazzarle, almeno più difficile rispetto a siti come Tripadvisor o Google Maps.
Pubblico questo articolo di approfondimento perché per l’acquirente medio è importante capire come funzionano i vari sistemi che girano attorno alle recensioni false, è importante perché se si capiscono le dinamiche che ci sono dietro si riescono a distinguere più facilmente le recensioni autentiche da quelle potenzialmente false, e così non ci si lascia influenzare nelle proprie decisioni di acquisto. Detto più semplicemente: se capisci come funzionano i vari trucchi delle recensioni comprate poi non ti fai fregare comprando prodotti mediocri che non valgono il prezzo di acquisto, e che altrimenti avresti comprato convinto dal fatto che “ha tante recensioni positive a 5 stelle”.
false recensioni a 5 stelle
Il meccanismo alla base di tutto è sostanzialmente questo: alcuni venditori terzi disonesti sono disposti a pagare recensori professionisti (disonesti anche loro) per far apparire su Amazon numerose recensioni a 5 stelle dei loro prodotti, recensioni positive (lunghe, dettagliate, articolate, e corredate da foto o addirittura video) che aiuteranno quel prodotto venduto da quel venditore ad aumentare significativamente le vendite. Che il venditore disonesto paghi i recensori in denaro o in natura (dandogli prodotti gratis) in ogni caso questo giochetto al venditore costa, e se in tanti lo fanno significa che alla fine dei conti rende.
E perché non se le fanno da soli? Non gli costerebbe meno e così non ridurrebbero drasticamente le probabilità di essere scoperti?
Si, certo, costerebbe meno e sarebbe più semplice da alcuni punti di vista, ma molto meno efficace: per produttori e venditori cinesi (che pare siano la maggior parte dei birbanti dietro questo giochetto) è davvero difficile produrre centinaia di recensioni veramente ben fatte in diverse lingue europee, a causa di barriere linguistiche, culturali, difficoltà di falsificare troppi stili che devono risultare differenti tra loro e coerenti sotto troppi aspetti … insomma non è per niente facile come potrebbe apparire a prima vista. Tanto che c’è nato un mercato fiorente.
Su questa dinamica di base si innestano diverse varianti, non escluse una minima parte di recensioni negative a 1 stella fatte da venditori disonesti a danno dei concorrenti.
Un sotto-caso interessante, riportato anche da diversi normali acquirenti italiani, è quello di venditori/produttori cinesi che contattano onesti compratori italiani che hanno pubblicato una onesta recensione da 3 stelle e promettono un rimborso parziale o totale se la recensione viene modificata a 5 stelle e si toglie la descrizione dei problemi riscontrati.
Questo problema risulta in un danno solo per noi compratori onesti (Amazon ci guadagna in ogni caso), e per come la vedo io le parti che concorrono alla creazione di questo problema sono almeno tre:
- i venditori disonesti disposti a pagare per recensioni fasulle;
- i recensori disonesti che sono disposti a scrivere recensioni non oggettive in cambio di prodotti gratuiti;
- Amazon stessa, che ha avviato questo meccanismo perverso sottoponendo i venditori ad una concorrenza spietata, e che comunque potrebbe fare di più per risolvere il problema.
il servizio de le Iene
Uno dei servizi televisivi più famosi su questo argomento è quello messo in onda da Le Iene a giugno 2020 e che puoi vedere in streaming su questa pagina di mediaset.it
Si intitola “Recensioni a 5 stelle? Il business dietro lo shopping online” e descrive bene il problema: dura 13 minuti e vale la pena di vederlo per cominciare a capire la questione senza fare troppi sforzi e ricerche.
Per me la cosa particolarmente interessante è stato che dal minuto 10:30 in poi parlano proprio di un paio di cuffie auricolari Bluetooth che io stesso ho comprato non molto tempo fa, e che ho restituito subito perché non mi hanno soddisfatto per niente.
E manco a farlo apposta uno degli aspetti che mi avevano convinto a comprare proprio quelle cuffie sono state le tantissime recensioni positive che erano presenti …
Ripeto: guardati questo servizio, è interessante.
i video su Youtube
Se poi vuoi farti una cultura sull’argomento oltre al sopra citato servizio delle Iene su Youtube trovi tantissimi video, che però più che denunciare la truffa delle recensioni fasulle, perché di truffa si tratta, puntano più allo spiegare cosa si deve fare per ottenere prodotti gratuiti in cambio della disponibilità a scrivere qualsiasi cosa.
Puoi cominciare la ricerca con “recensioni Amazon false”, vedrai quanti video interessanti ti escono fuori…
i ban di Amazon
Amazon dopo anni di compravendite scorrette finalmente “si è accorta del problema”, o meglio è arrivata ad un punto in cui proprio non poteva più far finta di ignorarlo, e ha deciso di agire: norme più severe, più controlli, e soprattutto ban (esclusione) sia dei recensori fraudolenti che dei venditori terzi malandrini che hanno abusato di queste pratiche scorrette.
I primi ad essere esclusi a maggio 2021 sono stati Aukey e Mpow, due brand cinesi di elettronica molto conosciuti che fino a quel momento avevano venduto tantissimo su Amazon. Adesso invece se cerchi Aukey o Mpow su Amazon non esce più niente, o meglio: escono comunque tanti risultati, di altre marche e venditori.
Comunque è cambiato poco: adesso i prodotti Aukey e Mpow li trovi su Ebay.
Poi sono seguiti altri ban: TomTop, Mpow, Tacklife, RAVPower, Choetech … tutti brand che sono stati bannati dalla piattaforma di vendita Amazon, tutti per recensioni false.
Bene. Anche se … fermandosi a riflettere un attimo … ma siamo proprio sicuri che questi brand si arrenderanno e rinunceranno per sempre a vendere su Amazon? O non sarà che a breve compariranno altri venditori cinesi che si metteranno a vendere esattamente gli stessi prodotti di prima a cui cambieranno solo nome sulla scatola? Certo sto pensando male, e a pensar male si fa peccato. Però spesso ci si indovina.
Amazon Vine
Fin ora abbiamo parlato di venditori terzi disonesti e di recensori disposti a tutto pur di ricevere un prodotto in omaggio, ma come accennavo prima secondo me in questa logica perversa anche Amazon ha le sue colpe, e nemmeno di poco conto: ha innescato il meccanismo esasperando la concorrenza tra i venditori terzi, ha fatto finta troppo tardi di accorgersi del problema delle recensioni false, e nel frattempo ci ha sempre guadagnato.
E in ogni caso tutt’oggi promuove il programma Amazon Vine che incentiva “recensori esperti” a recensire prodotti di ogni tipo, prodotti che ricevono gratis.
al momento Vine funziona solo su invito
Certo, non c’è nessuna richiesta di fare recensioni a 5 stelle, ma mi pare chiaro che pure queste recensioni non sono imparziali e totalmente oneste: è ovvio che i recensori sono portati a fare/scrivere in modo tale che continuino a ricevere prodotti gratis, ed è parimenti ovvio che se Amazon ci mette dentro prodotti che non si fa pagare lo fa per avere un ritorno.
E il ritorno è ovvio: aumento delle vendite.
Amazon alla fin fine ci guadagna sempre.
Però a causa di questo ed altri problemi Amazon è in serio declino: non è più affidabile come una volta. Vedi anche la mia lotta con Amazon per ottenere un rimborso che mi spetta: cosa ho imparato.
considerazione finale
La disonestà umana non è certo nata con le recensioni su Amazon, e a ben vedere considerando tutti i problemi della società attuale e di questo pazzo mondo la questione delle recensioni fasulle in cambio di prodotti gratuiti è davvero l’ultimo dei problemi seri che dobbiamo risolvere per realizzare un mondo migliore, ma … ma fa comunque riflettere su come la società si è evoluta: nel medioevo c’era l’idea del Patto col Diavolo, in cui gli uomini vendevano la propria anima al diavolo in cambio di particolari ricchezze o talenti o poteri sovrannaturali, mentre oggi ci siamo ridotti a vendere online la nostra onestà in cambio di un paio di cuffie cinesi da 20 euro. Che amarezza.
Per altri consigli di acquisto rimando alla mia guida pratica all’acquisto su Amazon, pagina principale in cui trovi tutti i link agli articoli di approfondimento alle varie sottosezioni di Amazon (come ad esempio il Seconda mano, l’unica sezione su cui continuo a trovare offerte interessanti), e per tutto il resto rimando alla home page.
Photocredit immagine sfondo copertina: geralt
