l’intensità del segnale Wi-Fi

Foto dell'autore

By MG Uberti

Published

Last update

l’intensità del segnale Wi-Fi

Foto dell'autore

By MG Uberti

last update

Se vuoi misurare l’intensità del segnaleWi-Fi in un certo ambiente probabilmente è per verificare se e come la tua connessione senza fili arriva in certi “punti morti”. E’ una misura comunque da fare prima di un eventuale acquisto di un ripetitore wireless.

Io a casa mia ci ho perso parecchio tempo in prove e test vari, e in questo articolo riassumo consigli e informazioni utili imparate dalla mia esperienza diretta. In particolare ti indico quali sono secondo me le migliori app e i migliori software per misurare l’intensità del segnale Wi-Fi.

Faccio una breve premessa su alcuni concetti importanti da capire, ma se hai già le idee chiare su come funziona il Wi-Fi e vuoi arrivare subito al dunque:

migliori app Android

migliori software

per misurare segnale Wi-Fi.

 

gli ostacoli

Facendola molto semplice: il segnale Wi-Fi si irradia dal router in tutte le direzioni, ma si indebolisce sia all’aumentare della distanza sia quando deve attraversare ostacoli e barriere, come pareti o finestre o mobili, e subisce anche le interferenze dei segnali delle reti dei nostri vicini. La riduzione principale di segnale deriva da muri spessi e lastre di vetro, come finestre o specchi, e a volte da lastre di metallo.

Se invece non ci sono ostacoli i moderni router trasmettono il segnale alla massima potenza per parecchi metri, solitamente molto oltre le dimensioni medie di una normale casa o appartamento. Quindi ricorda di cambiare la password di default del router (ci sono software dedicati che bucano facilmente le reti usando questa debolezza) e usa sempre password complesse, meglio ancora cambiale periodicamente.

Ovviamente più il segnale è intenso e stabile più la navigazione in internet è veloce e fluida.

 

intensità vs velocità

Io in questo articolo parlo della misura dell’intensità del segnale WiFi, non della conseguente velocità di connessione (cioè “quanto va veloce internet”). Però a molte persone interessa più verificare la velocità che l’intensità.

Il sito migliore per misurare la velocità di connessione è fast.com:

fast.com misura velocità connessione internet

ATTENZIONE: come puoi anche vedere da questo screenshot la velocità di connessione è usualmente espressa in Mbps, che sta per “Megabit per secondo”. Però in tanti si confondono e leggono questi dati come “Megabyte per secondo”, sbagliando. Ricorda che 1 Megabyte = 8 Megabit, quindi i 200 Mbps dell’immagine sopra equivalgono a 25 Megabyte per secondo.
Vedi anche l’approfondimento su Megabyte e Megabit.

Tornando alla misura della connessione Wi-Fi: ti consiglio di usare fast.com assieme alle app e ai software consigliati di seguito.

 

app Android

Il sistema più semplice e immediato per verificare l’intensità del segnale Wi-Fi è tramite uno smartphone: basta installare una app dedicata e poi fare varie misurazioni in giro per casa.

Cercando sul Play Store “misurare segnale wifi” trovi parecchi risultati:

app Android misura segnale wifi

Io ho scaricato e provato la prima: “Misuratore di potenza del segnale WiFi, di Edgar García Leyva“, e mi ci sono trovato benissimo: è semplice, essenziale, facilissima da usare, è gratuita, ha la pubblicità in basso ma non disturba. Te la consiglio.

app Android Misuratore di potenza del segnale WiFi Edgar García Leyva

La misura fornisce diverse informazioni dettagliate, ma onestamente per farsi un’idea veloce di come è distribuito il segnale nella casa basta guardare solo la percentuale:

misura wifi

 

Altri valori interessanti da leggere nella schermata di questa app sono:

link speed
Che misura la velocità massima di connessione in Mbps.
Vedi anche paragrafo precedente.

RSSI
La sigla RSSI sta per “Received Signal Strength Indicator”, quindi misura la potenza del segnale ricevuto. Questa misura si esprime in dBm, decibel milliwatt (che in teoria a voler essere precisi andrebbero indicati come dBmW). Notare che qui i valori sono sempre negativi.

Senza stare a fare troppi sofismi sulla definizione delle unità di misura facciamo invece riferimento a questa tabella schematica:

  • meno di -50 dBm
    potenza segnale ottima
  • tra -50 e -60 dBm
    potenza segnale buona
  • tra -60 e -70 dBm
    potenza segnale sufficiente
  • oltre -70 dBm
    potenza segnale insufficiente

 

N.B. Questa app prova a riassumere questi concetti alla voce “Signal strenght”, ma secondo me non ci riesce bene: nell’angolo della cucina dove avevo il peggior risultato di tutta casa, con il valore percentuale più basso e -72 dBm, il Signal strenght indicava comunque “good”.

 

misura segnale WiFi cucina

 

Comunque ripeto: basta guardare il valore percentuale.
Almeno per farsi una prima idea di come è distribuito il segnale per casa.

Sulla base della mia esperienza consiglio anche di installare questa app su TUTTI gli smartphone che si hanno a casa e portarseli in esplorazione appaiati: si potrebbero scoprire cose interessanti, non tanto sulla potenza del segnale quanto sulla capacità di ricezione degli smartphone.

differenze intensita segnale wifi tra due smartphone

 

Io ad esempio ho visto che il mio vecchio Motorola G4 del 2016 ha una ricezione molto più instabile e incostante di un più recente (anche se inferiore) Moto G8 Power Lite, ed entrambi in ricezione sono meno performanti di un più moderno Redmi Note.

Questo ci aiuta a capire che a volte se la connessione è lenta il problema potrebbe essere del device di ricezione (vecchio smartphone o vecchio portatile, oppure smartphone nuovo ma con qualche malfunzionamento all’antenna Wi-Fi) e non del segnale emesso dal router.
In questi casi provare ad installare ripetitori di segnale è inutile: bisogna cambiare smartphone o laptop e prendere un modello più recente e meglio performante.
Oppure si tiene il vecchio e si accetta una connessione più lenta.

 

 

software PC

Usare uno smartphone con una app di misurazione installata è il sistema più semplice e veloce, ma se hai a disposizione anche un computer portatile ti consiglio di ripetere la misura anche con questo: i risultati numerici probabilmente non saranno perfettamente uguali, ma grossomodo dovresti vedere che i punti della casa dove il campo è più debole sono gli stessi.

Di software che misurano il segnale Wi-Fi ce ne sono una marea, alcuni pure a pagamento: io ne ho analizzati diversi e sono arrivato alla conclusione che nella quasi totalità dei casi la cosa più semplice da fare è NON usare un software, ma il semplice comando DOS che ti riporto di seguito. E’ inutile stare a perdere tempo ad imparare ad usare un software complesso quando con un semplice copia incolla di un solo comando risolvi in pochi secondi.

In Windows 10 scrivi “prompt” nella casella di ricerca in basso a sinistra:

prompt comandi Windows 10

Così facendo (dopo aver scritto “prompt” e cliccato su Invio) ti si apre automaticamente il Prompt dei comandi DOS, una schermata nera con un cursore lampeggiante alla fine di una scritta che probabilmente sarà “C:\users\tuonome>”. A questo punto copia e incolla il segunete comando:

netsh wlan show interfaces

Quando premi invio verrà visualizzata una schermata come quella nello screenshot qui sotto, in cui devi guardare solo una cosa in fondo: la percentuale indicata alla voce “segnale”.

misura segnale wifi da computer

 

E’ semplice, immediato, molto meglio di software più o meno complessi.

Io ho sempre usato questo sistema e mi sono trovato bene: fai CTRL+C del comando riportato sopra, poi ogni volta che vuoi misurare il campo in un certo punto della casa fai CTRL+V e dai INVIO.

Compara poi i risultati con quelli della app sullo smartphone.

 

ripetitori

Se in alcuni punti della tua casa il segnale è particolarmente debole e soffri il fatto che la connessione sia troppo lenta la prima cosa da fare per provare a risolvere il problema è valutare se sia possibile spostare il router in una posizione più centrale in modo che tutte le stanze di tuo interesse siano raggiunte da un segnale più forte, ma si presuppone che queste considerazioni tu le abbia già fatte al momento di installare il router.
Per migliorare il segnale puoi anche installare uno o più ripetitori: sono delle piccole scatolette che rimbalzano e diffondono il segnale originato dal router. Costano poco e funzionano bene, ma non fanno certo miracoli: se non si riesce a trovare una triangolazione senza ostacoli tra il router e l’angolo morto non saranno comunque in grado di apportare particolari miglioramenti.
Vedi anche il mio articolo dedicato ai ripetitori Wi-Fi.

 

il Wi-Fi fa male alla salute?

Onestamente quando me ne sono andato in giro per casa a misurare l’intensità del segnale Wi-Fi emesso dal mio router io mi sono chiesto: ma stare immerso tutto il giorno in questi campi di onde alla lunga ci farà male alla salute? In particolare me lo sono chiesto mentre misuravo l’intensità del segnale in camera da letto.
E’ una questione che viene dibattuta da anni, al momento senza risposte certe: diversi studi medici hanno prodotto dati contrastanti e al momento non ci sono certezze. L’intensità dei campi elettromagnetici ad alta frequenza (come quelli generati da smartphone e router Wi-Fi) è stata classificata come un potenziale fattore che potrebbe aumentare il rischio di sviluppare patologie, in particolare tumori. Ma, ripeto, al momento non ci sono risposte certe.

Pare che a distanze superiori a 1-2 metri dal router l’intensità del campo scenda sempre sotto i 6 Volt su metro, il limite massimo ammesso dalla legge italiana per i luoghi dove le persone possono stare per almeno quattro ore al giorno, ma onestamente anche questo non mi sembra un dato molto confortante: stiamo sempre parlando del limite massimo, e le esposizioni sono prolungate nel tempo, per anni.

Io nel dubbio preferisco non rischiare troppo: non voglio rinunciare alla comodità di una buona rete Wi-Fi in tutta casa (mi serve per lavoro, quindi è una necessità), ma è facile programmare il proprio router per spegnere la connessione in intervalli di tempo predefiniti (ad esempio la notte), semplice operazione che non compromette necessità o desiderio di essere sempre connessi, ma che nel lungo periodo riduce sensibilmente l’esposizione totale al campo elettromagnetico ad alta frequenza.

 

Lascia un commento